Lezione aperta a cura di Mimmo Sorrentino

20/05/2010

20/05/2010 | I Ritorni - Lezione aperta con Mimmo Sorrentino

PROGETTO: I RITORNI

LEZIONE APERTA a cura di MIMMO SORRENTINO
Giovedì 20 maggio ore 17 
Teatro Massimo - Cagliari

Eterno è l'errore, la rabbia, il rimorso, la distruzione di tutto. 
Eterno è il fiume, che non è nemmeno tanto grande. 
Eterna è la città in cui vivo che non è neanche tanto brutta.

Eterno è il mare quando sta fermo e in silenzio marca la distanza. Ed è troppo anche solo per guardarlo e lo guardo e mi sento stupido perché intorno a me non c'è nessuno. E lo guardo e mi interrogo se restare o andare, e mentre mi interrogo, resto. Io però non so pescare. Ma mio padre si tuffava nel suo eterno canto.

L'eterno ritorno è l'esito di un laboratorio condotto da Mimmo Sorrentino con gli allievi e gli attori delTeatro Stabile di Sardegna nell'ambito del progetto: I ritorni
Sorrentino, prendendo spunto dal celebre testo di Nieztsche "L'eterno ritorno", appunto , ha chiesto ai partecipanti di scrivere intorno al ritorno, al mistero, all'uguale. Il risultato è un testo poetico profondo, personale, uno sguardo sull'altro, inteso come lo straniero che è in ognuno di noi. Così anche la dimostrazione si concentra sull'ascolto. Il pubblico, sei persone a rappresentazione, viaggerà con gli attori in una sorte di percorso all'interno del teatro accompagnato dagli attori-autori.

Alla fine dello spettacolo Mimmo Sorrentino spiegherà al pubblico il suo metodo di lavoro, declinato in un libro dal titolo "Il teatro partecipato", che insegna nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, nelle accademie teatrali, e che è oggetto di tesi di laurea.

Gli orari delle rappresentazioni
1° lezione aperta: dalle 17 alle 17,30 (max 6 persone) 
2° lezione aperta: dalle 17,45 alle 18,15 (max 6 persone)
3° lezione aperta: dalle 18,30 alle 19 (max 6 persone)


LEZIONE SINGOLA: 3 euro
PROMOZIONE CICLO LEZIONI: 10 euro
Info e prenotazioni: 070/6778121

 

***Cosa vuol dire “osservazione partecipata”? Come lavora Mimmo Sorrentino?

Drammaturgo e regista, Mimmo Sorrentino dopo essersi laureato in Scienze Politiche con una tesi su Norberto Bobbio, ha lavorato con Danilo Dolci e Italo Mancini. La sua formazione è avvenuta nel campo della sociologia e della filosofia del diritto riuscendo a coniugare il livello teorico a quello pedagogico-teatrale.

Negli anni Ottanta mette a punto un metodo che definisce “osservazione partecipata”. 
Il presupposto – mutuato dalla sociologia – è che il ricercatore non si limita a fotografare l’esistente, ma si compromette con l’oggetto della propria ricerca, al fine di produrre un cambiamento sia in lui, che nel destinatario della ricerca. C’è dunque la voglia di mettersi in gioco. C’è il desiderio di andare oltre i luoghi comuni e le banalità diffuse, le verità accettate passivamente. C’è lo stretto rapporto con il territorio, in tutta la sua valenza politica. “Il teatro partecipato” utilizza un medium antico come il teatro, incastonato alle radici stesse del nostro modo di concepire noi stessi e la collettività in cui viviamo.

L’obiettivo è riattivare una serie di meccanismi fondamentali per l’individuo e la società, in situazioni dove questi ingranaggi comunicativi e affettivi si sono usurati, o si sono distorti, o semplicemente non si sono ancora del tutto formati (vedi il lavoro con gli adolescenti).
Le tecniche teatrali permettono di ricostruire l’identità individuale attraverso la maschera drammatica; inoltre, attraverso la rappresentazione pubblica, consentono di mettere in relazione l’individuo con il corpo sociale sempre più frammentato. Il suo lavoro sulla scena è occasione di conoscenza e di costruzione di significato anche per gli spettatori, naturalmente: questo teatro permette di entrare in contatto  ed esplorare nuovi “pezzi di mondo”, e i loro racconti. Ma per far ciò è necessario non solo mostrare frammenti di realtà: il teatro per lui è azione sociale, rimessa in discussione del singolo, e infine trasformazione di entrambi.

Sorrentino stesso afferma: “facendo teatro con realtà marginali hai l’opportunità di far fare esperienze belle a persone che spesso di esperienze belle ne hanno fatte poche, offri a loro l’occasione di misurarsi con una sua performance, instauri relazioni sociali e, infine, permetti a una tragedia personale di acquistare valore. In altre parole, la storia tragica diventa qualcosa di utile per la persona stessa e per gli altri. In questo senso il teatro diventa azione sociale.”

Nell’ambito del suo ciclo di laboratori promosso dal Teatro Stabile della Sardegna Mimmo Sorrentino esemplificherà il suo metodo di lavoro in una lezione aperta al pubblico con gli allievi attori e tutta la compagnia.

 

Progetto di riferimento

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